I mille modi in cui non sapevo di essere sbagliata

Prima di Instagram non sapevo che il mio viso non andasse bene.

Non pensavo né di essere particolarmente bella né di avere qualcosa che non andasse, tutto sommato stavo bene con me stessa.


Cercavo di curare la salute della mia pelle attraverso detersione accurata e idratazione, mettevo un filo di trucco per sentirmi a posto e anche perché, mentre facevo qualche maschera al viso o mettevo il mascara, mi rilassavo prendendomi del tempo per me stessa, come un piccolo rituale fra lavoro, cose di casa e varie ed eventuali.


La scoperta dei filtri Instagram (mi rendo conto che arrivo in ritardo perché spopolano da tempo) per modificare video e foto sui social mi ha insegnato i mille modi in cui sono sbagliata


Ho scoperto che il mio naso è grosso perché tutti, ma proprio tutti i filtri che ho provato, me l’hanno rimpicciolito.

Ho scoperto che dovrebbe essere luminoso sulla punta, ma non come Rudolf, la renna di Babbo Natale, luminoso più come Barbie Polvere di Stelle.


Ho scoperto che le mie sopracciglia non vanno bene, devono essere più folte e più definite.


Le mie ciglia non vanno bene, devono essere più lunghe, incurvate, ma non come le otterrei grazie ad un buon mascara e un piegaciglia, proprio lunghe lunghe come se fossero piumate.


Fino a ieri trovavo i miei occhi nocciola la parte più bella di me, perché in base alla luce e al tipo di emozione con cui percepivo il mondo, viravano dal giallo miele al verde bottiglia, un verde che poi mi faceva pensare anche alle olive e agli aperitivi con i miei amici.

Ho scoperto che i miei occhi devono essere chiari, o per lo meno, più chiari e luminosi di quanto non siano. Anche il bianco dell’occhio dev’essere più bianco.

Non sapevo che i miei occhi dovessero essere più grandi. 

Non pensavo che fossero piccoli, troppo piccoli.. e invece, quasi tutti i filtri, almeno impercettibilmente, li hanno ingranditi quasi come fossi un cartone animato.

Ho anche provato a spalancarli di più davanti allo specchio, ma niente… mi viene una faccia da matta allampanata e poi se sorrido tornano a diventare piccoli… se rido poi, figuriamoci.


Non sapevo che le mie labbra dovessero essere più piene. 

Tutti i filtri lo prevedono. Labbra carnose. Voluttuose. Grandi. 

Le mie proprio non vanno bene.

Se prima di grandi le mie labbra fossero impertinenti, sfacciate, dolci, sagge… 

Se quei filtri sapessero quante parolacce quelle labbra possono lasciarsi scappare, quante frasi divertenti, quante volte le ho morse per paura di dire o per aver detto troppo o troppo tardi. Magari piacerebbero così come sono…

Quando guardo quelle labbra modificate grandi e finte vedo solo una cosa: sono grandi e finte. 

Non hanno più una cosa di me a cui sono affezionata: gli angoli che vanno verso l’alto. 

Mi ha conquistata così uno dei miei primi fidanzatini. Ha notato un piccolo particolare di me e me l’ha detto guardandomi in faccia: “hai gli angoli della bocca che vanno verso l’alto. E fai venire voglia di sorridere anche me”. Quelli angolini lì non li ho visti in quelle immagini.


La mia pelle. Oh, la mia pelle. È sbagliata in innumerevoli modi. 

Non è opaca, non è luminosa, non ha piccoli glitterini che la fanno risplendere. 

Non è uniforme.

Ho scoperto che non deve avere i pori visibili, le linee di espressione, le rughe neanche se ho 40 anni, figuriamoci fra qualche anno. 

La mia pelle deve sembrare quella di un neonato, ma comunque deve essere abbronzata, almeno un po’. 

La mia pelle è sbagliata. 

Prima le macchie dovute al sole non erano un grosso problema per me. Mi erano venute in un periodo in cui prendevo la pillola e la mia pelle aveva reagito male anche con la protezione solare.

Le macchie le aveva mia nonna e averle io stessa mi faceva sentire più vicina a lei.

Prima la mia faccia era testimone del fatto che avevo vissuto, mi ero rilassata al sole, avevo riso e riso e riso, un po’ anche pianto, pensato sicuramente tanto (ah, la ruga del pensatore!). 

Prima la mia faccia mi ricordava che dimenticavo spesso di portarmi appresso gli occhiali da sole e mi ritrovavo a strizzare gli occhi per vedere bene. Mi ricordava che dovevo curare più la mia alimentazione grazie alla comparsa di qualche brufoletto o in che fase del ciclo mestruale ero.

La mia faccia mi ricordava la mamma e anche il papà, anche un po’ la zia in effetti. 

La mia faccia portava i segni di quando avevo pianto tutta la notte perché quello che pensavo fosse l’amore della mia vita mi aveva lasciata o quelle volte in cui ero stata sveglia tutta la notte a ridere e chiacchierare con quello che poi è diventato davvero l’amore della mia vita. 


Prima la mia faccia era una faccia, poi è diventata tutto questo: occhiaie, segni di stanchezza, rughe di espressione, macchie, pori.

Con i filtri, invece, era diventata perfetta. Finalmente andavo bene.

Se fossi arrossita per l’imbarazzo quel filtro non se ne sarebbe accorto. 


Queste mie nuove facce sono tutte uguali. 

Una serie perfetta di zigomi, ciglia e labbra. 

Mi fanno solo pensare ad essere ammirata, invidiata, desiderata. 

Una bambola fatta per ricevere adorazione. Statica. Immobile. Irrealistica. Irraggiungibile. Finta.

Non sono io, ma io come sono non vado bene. 


E allora ho creato una nuova me, uno specchio magico che mi dice una bugia.

Ma la bugia la racconto agli altri, non posso raccontarla anche a me stessa perché, alla fine, tutti i complimenti che ricevo io saranno per Lei, per quella immagine riflessa, non nutriranno me, nutriranno qualcuno che non c’è, così poco a poco sarò io a scomparire.

E finalmente allora, lo sarò, perfetta.


Ps. Nell'ultima foto, sono io senza filtri. Non sapevo di essere sbagliata.
















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