Faccio schifo

“Votazione unanime: io, me medesimo e me stesso siamo tutti d’accordo nel decretare senza ombra di dubbio che il mio valore è pari alla carta igienica usata. 

La mia desiderabilità è come quella della giostra bruco-mela dopo che hai compiuto vent’anni o del tagadà in età geriatrica.

La mia prospettiva futura è rassicurante come quella di un tacchino attorno alla data del ringraziamento.

La mia utilità per il prossimo è come mettere la freccia a sinistra e svoltare a destra.

Mi sento in forma come un calzino usato per fare rugby quando piove… sporco, bucato e caduto per sbaglio nel water.

La mia autostima è talmente bassa, ma talmente bassa che per raggiungere il battiscopa deve alzarsi sulle punte.


Eppure… eppure intorno a me è tutto un: credi in te stesso, sii felice, lavora sulla tua autostima, cerca la motivazione in te stesso, mettiti al centro della tua vita, focalizzati sui tuoi obiettivi, fai pace con la solitudine, cambia prospettiva, migliora ecc ecc.


Si ma… come si fa se senti davvero di far schifo? 

Se hai collezionato una bella serie in edizione limitata di fallimenti, disastri e piccole miserie? 

Se sei pigro, sciatto, indolente e pure un po’ insulsino come il brodo fatto con solo un pizzico di dado? 

Se guardandoti allo specchio distrattamente ti spaventi da solo perché eri soprappensiero?


Pure Gesù diceva ama il prossimo tuo come te stesso, quindi presupponeva una certa dose di amor proprio per poter stare con gli altri. Quindi siccome mi odio, resterò pure solo e incapace di amare. 

Fine. 

Titoli di coda. 

Pernacchia al posto degli applausi.


Che devo fare? Mi accoppo? Metto fine a questo miserrimo spettacolo di inettitudine ed empietà?

Pure mia madre di fronte alla mia autoinflitta prematura dipartita capirebbe e cesserebbe finalmente di sentirsi in colpa per aver creato tale abominio senza spina dorsale (che poi si sa che se la gioca con mio padre in quanto a responsabilità).”


Ennò. 

No. 

Corcavolo! 

Se pensi che questa sia la strada, stai sbagliando di grosso e ora ti spiego che devi fare. 


C’è una grande differenza fra sentirsi/essere sfigato o sentirsi/essere incapace.

Essere incapace o sfigato necessita di qualche prova a supporto, qualche indizio che confermi la situazione.

Sentirsi incapace o sfigato è una sensazione personale e soggettiva che potrebbe non avere un riscontro con la realtà dei fatti.

Inoltre, essere sfigato non dipende da te. Essere incapace sì, o almeno, è tua responsabilità restare tale.


In ogni caso, che sia sfiga o che sia incapacità, magari ci puoi fare qualcosa… anche se questa condizione dura da sempre, dalla nascita o è frutto della maledizione di una strega con la pelle verde e il naso aquilino.


Ecco i primi passi da fare se parti da zero o da sotto zero, assieme ai polaretti Dolfin al banco frigo.



Prima cosa: conosci te stesso.


Posso scommettere che tu non ti conosci a sufficienza. 

Tiro a indovinare che tu non sappia quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza. 

Non sai chi sei, quali sono le tue caratteristiche, che aggettivi usare per definirti. 

Per cui probabilmente ti piacciono tutti quei quiz psicologici su “come sei” o le descrizioni astrologiche del tuo segno. 

Non sei nemmeno del tutto consapevole di come ti vedono e percepiscono gli altri perché il più delle volte ti tiri indietro dal confronto e dal contatto umano (perché fai schifo no?).

Così finisci per sentire che non vai bene, ma non sapresti dire con esattezza cosa c’è che non va perché ti sei tirato indietro da tutta una serie di esperienze che ti avrebbero fatto capire di che pasta sei veramente fatto.

Motivo? La paura. Una grande e incontrollabile strizza di fallire o di vedere confermate le tue miserie.

Ma se sai di fare schifo, cosa cambia per te averne conferma? Lo sai, ci sei abituato… è come il traffico all’ora di punta. Sicuro. Allora perché non buttarti nelle cose e vedere chi sei?


Non lo fai, eviti e posticipi sempre perché dentro di te una vocina flebile flebile ti dice che forse non è così. 

Non sei poi così certo di fare schifo, hai paura di fare schifo. 

E la paura non è altro che un’emozione! Si beh, non piacevole di sicuro, ma un’emozione. 

Non può essere un’emozione a definirti e a incatenarti a un’immagine di te stesso confusa e indefinita. 

Se davvero fai schifo, dimostralo. 

E non è detto che sia poi così facile.

Magari poi non farai davvero così schifo come pensavi e la paura lascerà il posto alla realtà dei fatti, magari non proprio una scoppiettante e autocelebrativa gioia, ma ti confronterai con ciò che è reale e non vero solo nella tua testa.


In pratica: osserva 


Osserva gli altri, fai attenzione a cosa ti piace di loro e cosa ti interessa e parla di quello.

Fai domande. Alla gente piace parlare di sé. 

Non devi per forza intrattenerli con mirabolanti racconti su quanto sei interessante e coinvolgente. 

Lascia quel ruolo a qualcun altro. Non strafare.

E poi, diciamocelo, non hai una beata mazza da dire! Sei stato tutto il tempo a piangerti addosso e a contemplare la tua inefficacia come essere umano senziente, per forza non hai niente da dire. Lì chiuso nel tuo mondo! Ah, a proposito: siamo nel 2021 e c’è una pandemia in corso.



Seconda cosa: fatti un’idea di come gli altri ti vedono


Amici, parenti, esseri umani in generale. 

Osserva come si relazionano con te e fai domande su come ti percepiscono. 

Devono essere persone fidate, che tengono a te e che ti conoscono almeno un po’.

Se non ne hai (perché ovviamente fai schifo e nessuno ti considera) allora vanno bene i conoscenti o gli amici virtuali, ma qui devi prendere le info che raccoglierai con le pinze perché non conoscendoti poi molto, ti parleranno delle loro impressioni.

Come scusa per giustificare le domande puoi usare quella che stai lavorando su te stesso, visto che di tempo chiusi in casa ne abbiamo molto in questo periodo e non c’è poi molto da fare.

Se invece sei proprio un eremita e non parli ad anima viva dall’invasione barbara, allora vai da un terapeuta così hai qualcuno con cui parlare e fare pratica. Ti assicuro che sarà sincero (sì, anche se lo paghi e vuole che parli bene di lui in giro, ti dirà la pura e cruda verità).



Terza cosa: stabilisci chi vuoi diventare


Hai capito chi sei e come ti vedono gli altri e fai ancora schifo. 

Anzi, ora ne hai la certezza. 

Bravo, hai visto che hai fatto bene a leggere questo articolo?

Quindi ora non ti resta che chiarire a te stesso quali caratteristiche vorresti avere e cucirtele addosso come lo stemmino di riconoscimento delle tue cose quando andavi all’asilo o in colonia (ah, anche la colonia era la prova che i tuoi genitori volevano sbarazzarsi di te almeno per brevi periodi visto che ovviamente facevi schifo eh).


Se queste caratteristiche non fanno parte di ciò che sei ora, non significa che non puoi migliorarti e fare un addestramento che ti porti più vicino ai tuoi obiettivi.

Ma devi sapere come si fa! Volerlo è il primo passo, ma non basta. 

Quindi se ancora non ce la fai, è perché non sai cosa fare e come farlo, o non hai trovato il modo giusto per te.


Essere sicuro di te stesso, estroverso, forte e capace di stare da solo sono cose molte importanti che richiedono un approfondimento e, mi spiace, ma dovrai attendere un altro post. 

Embè? Pensavi che in un post ti svelassi tutto? 

Ora scusami, che devo andare a scrivere il sequel.





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