Il branco da un lupo solo

“Chi trova un amico, si guarda allo specchio”. 
M’è venuta così, sta perla di saggezza. 
Tanto poetica quanto vera.

Gli amici sono la famiglia che ti scegli. 
Puoi vergognarti della tua famiglia, delle tue origini, dei geni che quei geni dei tuoi genitori ti hanno tramandato, ma se ti vergogni dei tuoi amici la colpa è tua. 

L’amicizia vera è uno dei valori più puri, più sinceri e disinteressati che esistano. 
Di conseguenza, è preziosa, rara, difficile da trovare e da mantenere.

Un tizio che ne sa parecchio ha detto che l’uomo è un animale sociale e, di conseguenza, ha bisogno degli altri per stare bene, per sopravvivere e sentirsi in equilibrio.

Se hai un sacco di amici, probabilmente questo post non ti dirà nulla che già non sai, hai il supporto che ti serve, il tuo branco, il tuo sostegno nelle peregrinazioni sociali e l’amico/a sobrio/a che ti riporta a casa quando il tuo fegato alza bandiera bianca dopo una serata di festeggiamenti.

Ma se sei solo come un gambo di sedano, se il tuo branco da un lupo solo fa concorrenza a quello di Alan di Una Notte Da Leoni, se l’unica persona che sa della tua esistenza è tua madre che fa finta di soffrire di Alzheimer e fa la smemorina, se neanche l’eco ti risponde e le caprette non ti fanno ciao, leggi qui sotto.


Motivi per cui sei solo come l’ago in un pagliaio

  1. Sei timido, riservato. Condividere pensieri ed emozioni con gli altri è come farsi la ceretta brasiliana inguinale con la pasta di zucchero (che lo sanno tutti che fa più male di quella classica, ma rende la pelle più liscia).
  1. Dici sempre la cosa sbagliata, nel modo sbagliato, con il tono sbagliato e sei simpatico come avere la febbre alta a Ferragosto senza aria condizionata o come avere un disturbo intestinale e trovare sempre il bagno occupato.
  1. Sei stato così ferito, illuso e poi deluso, calpestato e tradito che porcacamomilla nessuno provi ad avvicinarsi a te perché lo impallineresti come il fagiano che sta a casa di amici miei (sì, sempre lui, quello impagliato).
  1. Sei selettivo. Le maglie del tuo retino da pesca sono così strette che non filtra nemmeno l’acqua Lete perché la particella di sodio si incastra mezza dentro e mezza fuori. Le qualità umane che reputi tollerabili per poterti accompagnare ad un tuo simile mixano Papa Giovanni Paolo II, Rita Levi Montalcini, Steve Jobs, Mark Zuckerberg e Beyoncé. In realtà, lì da solo, sopra al tuo piedistallo ti senti sì, più in alto di tutti, ma se ti scappa la pipì, devi scendere pure tu.
  1. Sei sfortunato. Qui si apre il vaso di Pandora (Pandora, non pandoro, golosoni!). La sfortuna è la più grande scusa a cui attribuiamo la stragrande maggioranza delle piccole, medie e grandi catastrofi che ci capitano, ma tolte quelle assolutamente illogiche, posso riconoscere, che per una serie di circostanze puoi aver cercato amicizia in persone sbagliate, esserti incaponito in chi è diverso da te, puoi non saper riconoscere persone antisociali e fredde e di conseguenza, resti sempre da solo alla fine. Vieni in studio da me, che ne parliamo perché in questo caso, forse te le vai a cercare tu le rogne con pazienza certosina!
  1. Cerchi di piacere a tutti i costi agli altri, finendo a non capire più chi sei davvero, con la smania di dare agli altri versioni di te sempre diverse. Non puoi accontentare tutti! Di solito è più gestibile se sei in un rapporto a due, ma in un gruppo più ampio, gestire più aspettative può lievemente mandarti in confusione e farti finire mimetizzato con la carta da parati perché dire qualsiasi cosa potrebbe sempre scontentare qualcuno, allora meglio tacere. Ricorda che l’unico modo per sentirti amato è farti conoscere per quello che sei. Sii te stesso, anche se fai schifo. Ci sarà sempre uno/una scemo/a che troverà la tua schifezza irresistibile, fidati. Anche perché di solito, chi si crede una cacchina, non lo è e chi si crede una perla rara, spesso è una cacchina.


Ora che, forse, ti sei identificato in una delle categoria sopra citate, ti fornisco qualche trucchetto di sopravvivenza.

Fai quello che ti piace 
Segui gruppi, corsi e attività che ti appassionano. Esci e condividi interessi con gente infoiata come te di fumetti, cucina, escursionismo, cesellatura, corsi di lingue, cinema e teatro, pittura, scultura, yoga e meditazione, massaggio, palestra, libri, animali, volontariato, bagni di gong e campane tibetane. 
Esci e incontra gente con cui parlare di ciò che già sai avete in comune, così ti levi l’imbarazzo iniziale di parlare di te, ma sai che l’altro non è poi cosi diverso da te se si trova a interessarsi di filologia russa!

Non restare chiuso a casa
A meno che non sei assiduo compratore online e chiami i corrieri di Amazon, UPS e Bartolini per nome, devi uscire e vedere come vivono i tuoi simili. 
Ho fatto di quelle belle chiacchierate passeggiando da sola con il cane sotto casa con estranei 80enni che neanche vi dico. Certo, avere un animale buffo e peloso a seguito aiuta molto a rompere il ghiaccio, ma con un po’ di gentilezza e mettendo i pregiudizi in stand-by, lo scambio umano non è poi così difficile.

Richiama qualche vecchia conoscenza
Amici delle elementari, vecchi colleghi di lavoro, compagni di merende o vicini di casa. Mostrati sinceramene interessato/a, fai domande e sii gentile.

Considera di fare fatica 
Devi investire tempo, benzina e qualche soldo per uscire a cena e fare attività assieme agli altri. Se il tuo raggio di autonomia è la piazza di paese o il tuo stesso codice postale, le tue possibilità si avvicinano drasticamente all’immagine rosea della disfatta di Caporetto. A volte è faticoso, impegnativo e costoso, ma l’amicizia, come l’amore, richiede impegno e dedizione. Se hai un amico che sta a 20-30-40 km da te, non è una buona scusa per guardare Netflix anche stasera.

Accetta che il bisogno di avere nuovi amici è una tua esigenza
C’è chi si accontenta del/la proprio/a compagno/a, della propria cerchia confortevole di amici e non è super motivato a mettersi in gioco.
Devi prendere un pochino di più tu l’iniziativa nel coinvolgere le persone che conosci per fare qualcosa assieme. Insisti un pochino, gentilmente, proponi cose carine da fare perché spesso chi ha già diversi amici, non sente l’esigenza di farne nuovi, ma tu ce l’hai e allora tieni duro, non mollare.  



Uno dei problemi che trasversalmente affligge molte persone che incontro per lavoro è la solitudine. Per cui se voi tutti, usciste, il mondo sarebbe un luogo molto meno solitario. Inoltre mi trovereste fuori a passeggiare col cane e potrei presentarvi i vecchietti con cui gioco a burraco ai giardinetti.



PS. Una paziente una volta mi ha proposto di organizzare una pizzata a fine anno fra tutti i miei pazienti come modo per conoscersi reciprocamente, fare amicizia e parlare male di me ovviamente. 

Io ho risposto che, in caso, l’Ordine degli Psicologi del Veneto e il garante della privacy sarebbero ben lieti di sponsorizzare l’evento e festeggiare la mia chiusura definitiva in una cella di isolamento di cui la relativa chiave sarebbe poi gettata direttamente nelle Everglades a solleticare il gargarozzo di qualche coccodrillo.

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